San Martino, tradizioni e il Jarnik
| Da leggere nelle giornate uggiose... |
Quello di San Martino è un giorno davvero speciale, una piccola incursione estiva nella brutta stagione, l'ultimo momento di grandi festeggiamenti, che qualcuno ha definito il "carnevale d'autunno".
Antica festa contadina, durante questa giornata si assaggiava il vino nuovo, e si liberava la cantina di quanto rimasto dall'anno precedente, organizzando grossi banchetti. Si ricorda, in special modo, il gesto di pietà di San Martino che donò metà del suo mantello ad un povero perché si riscaldasse. Una riflessione in proposito che non viene sempre fatta: il Santo non cede TUTTO il suo mantello, ma in maniera razionale ne tiene una parte per sé, così da potersi comunque scaldare; da, insomma, amando il Suo prossimo come se stesso.
Tra le molte tradizioni, che si somigliano un po' da sud a nord, mi ha molto incuriosita una storia raccolta nel libro di racconti popolari del Canal del Ferro, in Friuli. Nel Canal del Ferro il Santo se ne andava da un paese all'altro, chiedendo casa per casa un poco di zuppa, ma dovunque capitasse, il pasto era sempre troppo caldo, e la risposta sempre la stessa: d'aggiungere un po' d'acqua o soffiare. Stanco, il Santo arrivò sino a Resiutta, ed anche qui la minestra era bollente, ma gli abitanti gli proposero di aggiungere un poco di polenta, per stemperarne il calore. Felice e sazio, San Martino decise di rimanere presso quelle brave persone che, in Suo onore, edificarono una chiesa, andata distrutta col terremoto del '76.
In questo stesso giorno, poi, si riscontra anche un'altra tradizione propria dei paesi slavi.
Si crede che "pastore dei lupi" il Jarnik, dopo aver adunato tutti i lupi, indichi quest'oggi i vari territori di caccia. E' tuttavia anche protettore degli armenti, infatti preannuncia la fine della stagione del pascolo. Viene di solito rappresentato a cavallo di un caprone o di un lupo, come un eterno viandante, spesso zoppo oppure cieco ad un occhio (caratteristiche che richiamano alla mente Wotan.
Zeleni Jurij è lo speculare, l'uccisore dei draghi, che in primavera (23 aprile, San Giorgio) inaugura nuovamente la stagione dei pascoli, portando aconclusione il "tempo da lupi".

Commenti
Posta un commento